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Buoni pasto e buoni spesa indagine di Up Day e Tecnè
Maggio 11, 2020
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Rapporto Up Day e Tecnè sulla percezione e sugli impatti macroeconomici del welfare aziendale

Buoni Spesa e Buoni Pasto sono strumenti largamente apprezzati e influiscono positivamente sui consumi e sull’intero sistema economico italiano: questo è quanto emerge dal Rapporto sul Welfare Aziendale firmato Up Day e Tecnè, primario istituto di ricerca sul panorama nazionale. Consumi: +2,3% con aumento platea buoni pasto Se la platea di beneficiari di Buoni Pasto e Buoni Spesa raddoppiasse, l’impatto sui consumi a livello nazionale sarebbe del +2,3% e sul PIL del +0,8%. Questo rappresenterebbe un volano di benefici per le famiglie, per le aziende e in ultima istanza per il sistema economico Italia. Buoni Pasto e Buoni Spesa: i vantaggi per le famiglie La quasi totalità dei lavoratori intervistati, l’84,3%, asserisce che preferirebbe avere 2.000 Euro l’anno in Buoni Pasto o Buoni Spesa, in quanto non tassati e spendibili per un ampio pacchetto di beni di prima necessità, piuttosto che il corrispettivo (netto tassato) di 1.200 Euro in busta paga, indicato invece solo dall’11%. Per il 92% dei lavoratori, inoltre, avere a disposizione Buoni Spesa o Buoni Pasto rappresenta inequivocabilmente un netto vantaggio: il 58% perché può risparmiare sulle proprie spese, il 39,5% perché ha un vantaggio fiscale rispetto al corrispondente valore in denaro e il 23,6% perché costituisce un reddito aggiuntivo rispetto allo stipendio. Altri indicatori di rilievo: per il 95,4% questi strumenti sono un importante contributo per arrivare a fine mese e, allo stesso modo, il 95,8% li vede come ausilio sostanziale per il bilancio familiare. Ulteriore valore in emergenza sanitaria In un periodo di emergenza sanitaria come quello attuale, acquisiscono ulteriore valore perché rappresentano un importante aiuto alla spesa e ai consumi delle famiglie e - più in generale – all’economia dell’Italia. Infatti, sono considerati un supporto fondamentale al bilancio familiare e convertiti in consumi immediati: in pratica, ogni 100 euro di buoni pasto o buoni spesa si trasforma in consumi. Si tratta, quindi, di una misura dagli impatti macro-economici immediati e potenti, in grado di stimolare il mercato e aumentare la massa circolante di denaro, con performance migliori di altri servizi offerti dalle aziende, che vengono visti più in un’ottica di risparmio o accantonamento di risorse. Buoni Pasto e Buoni Spesa: i vantaggi per le imprese Se è vero che per i lavoratori i Buoni Spesa e i Buoni Pasto sono un utile appoggio economico, è altrettanto vero che ci sono numerosi vantaggi anche per le aziende, come dimostra il riscontro positivo fornito dal 67,5% degli intervistati del campione: secondo il 61,6%, il vero valore aggiunto è quello dei vantaggi fiscali, per il 45,9% migliora la produttività dei dipendenti, e quindi dell’azienda, per il 19,6% in termini di miglioramento della reputazione aziendale. L’attuale defiscalizzazione dei Buoni Pasto rappresenta un grande risparmio per le aziende e l’auspicio è che lo stesso principio possa essere applicato anche ai Buoni Spesa, che ad oggi ne sono interessati in parte con un tetto annuo di soli 258 euro, così da avere un sicuro ulteriore vantaggio per le imprese e una spinta sui consumi. Buoni Pasto e Buoni Spesa: i vantaggi per il sistema economico L’Osservatorio sottolinea poi come, nonostante sia alto l’apprezzamento dei Buoni Pasto e Buoni Spesa da parte delle aziende e dei lavoratori che li hanno, sia solo il 27,5% degli intervistati a usufruire di questi strumenti in Italia. Incrociando, quindi, i dati estremamente positivi sui vantaggi del welfare aziendale, con le evidenze di una diffusione che ha ancora un ampio margine di crescita all’interno del tessuto economico italiano, emerge l’enorme potenziale di queste tipologie di strumenti. A fronte di una crescita ulteriore in termini di utilizzo, infatti, la curva di benessere e consumi dell’intero paese potrebbe crescere in maniera importante. Dichiara Mariacristina Bertolini, Direttore Generale di Up Day “Questo Osservatorio sottolinea con fermezza l’impegno che Up Day dimostra nella valutazione di importanti misuratori, economici e sociali, a beneficio di tutti gli attori coinvolti, dalle famiglie al sistema Italia. Mai come in questo momento storico, risulta evidente che stiamo andando nella giusta direzione e, dati della ricerca alla mano, vogliamo stimolare alla riflessione e sottolineare la rilevanza che un intervento delle Istituzioni potrebbe avere a favore di tutto il sistema.” Aggiunge Michela Morizzo, Amministratore Delegato Tecnè “I dati delineano un quadro nitido del valore intrinseco di determinati strumenti e dimostrano, in modo inequivocabile, che è possibile coniugare sviluppo, tutele, benessere per le aziende e per i lavoratori. Ma altrettanto importanti sono i riflessi macroeconomici e gli impulsi positivi che possono attivare sul sistema economico e in particolare sul versante dei consumi delle famiglie. Si tratta di un tema, in questo momento, di particolare rilevanza, e i risultati rappresentano uno stimolo alla riflessione proprio per la difficile situazione che stiamo vivendo”.
Aprile 23, 2020
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Up Day sostiene aziende e dipendenti grazie ai nuovi strumenti digitali

In questi giorni di “lockdown” le imprese e i cittadini stanno imparando a confrontarsi con una nuova sfida, quella di gestire la propria vita da remoto.Le tecnologie sono diventate l'unico mezzo a disposizione per mantenere e sviluppare i rapporti tra le persone, che siano professionali o familiari. Up Day offre soluzioni digitali Anche in questo momento di difficoltà, Up Day è accanto alle aziende per affiancarle nel loro percorso di vicinanza con i collaboratori, con soluzioni flessibili e digitali che permettono ai clienti di offrire una gamma di servizi, anche tradizionali, in modo innovativo. Mai come in questo momento storico, infatti, digitale e innovazione possono rappresentare risorse preziose per agevolare la quotidianità, gli scambi e le relazioni del nostro tessuto sociale. Buono pasto come sostegno al reddito Il buono pasto, ad esempio, rappresenta in questo contesto uno strumento utile e un sostegno concreto per il reddito di tutte le persone che oggi continuano a lavorare in smart working, è più che mai importante averlo a disposizione in modalità elettronica, semplice e sicura. Buoni Up Day la nuova app per pagare la pausa pranzo Up Day ha sviluppato Buoni Up Day, la nuova applicazione per il mobile payment, disponibile negli store in versione iOS e Android e utilizzabile in tutta Italia. L’app costituisce la versione 2.0 della precedente. Ha il duplice obiettivo di rendere più pratica la gestione da parte delle aziende e più immediata la fruizione per gli utilizzatori : pagare la pausa pranzo e monitorare l’andamento dei buoni pasto, è facile, immediato e sicuro. I buoni pasto possono essere caricati nella app e utilizzati per il pagamento diretto all’interno della rete di esercenti attiva per questo servizio.  Buono pasto elettronico: maggiore esenzione fiscale nel 2020 Inoltre, il buono pasto elettronico è ancora più conveniente: dal 1° Gennaio 2020, con le modifiche apportate dalla legge di bilancio, la versione elettronica è diventata due volte meno cara di quella cartacea: mentre per il formato tradizionale la soglia di esenzione fiscale scende da 5,29 a 4 euro al giorno, per quello digitale aumenta da 7 a 8 euro. Accanto al network degli affiliati Up Day inoltre, è anche al fianco del network di affiliati che, grazie alla digitalizzazione e alla dematerializzazione, ricevono pagamenti con puntualità, oggi più che mai indispensabile per la liquidità del sistema-Paese. Soluzioni customizzate di welfare Già da tempo, e in questo momento strumento più che mai alleato per i lavoratori, Up Day propone soluzioni customizzate di welfare aziendale, attraverso piattaforme digitali all’avanguardia che consentono di comporre un piano personalizzato di flexible bene­ts, volto a sostenere il work life balance di ogni dipendente, secondo gli obiettivi di budget dell’Impresa. Iniziativa di solidarietà più forti insieme Day ha inoltre aderito all'iniziativa 'Più forti insieme' della Fondazione Sant'Orsola dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna. Dalla metà di marzo infatti, Up Day, ha messo a disposizione gratuitamente una piattaforma Welfare costituita ad hoc, per permettere ai dipendenti dell’Ospedale che ne hanno fatto richiesta, di utilizzare voucher del valore di 1.000 euro l’uno destinati al pagamento di baby sitter, educatori a domicilio, badanti e colf, quelle risorse cioè che in questo periodo frenetico sostengono i sanitari, spesso impegnati al lavoro oltre il. Semplificare la vita Semplificare la vita, questo è ciò che chiedono oggi i collaboratori: avere soluzioni che possano accompagnarli sia in questo momento difficile che nella ripartenza, quando l’emergenza sarà conclusa. Up Day, forte delle sue 20mila aziende clienti, con 700mila utilizzatori giornalieri in 110mila esercizi convenzionati per un totale di 100 milioni di buoni emessi ogni anno è il partner ideale delle imprese per garantire servizi facili e innovativi all’altezza dei bisogni delle persone.
Aprile 14, 2020
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La App di Last Minute Sotto Casa si arricchisce per Emergenza Covid

La app di Last Minute Sotto Casa, la soluzione innovativa proposta da Up Day per la lotta allo spreco alimentare, ha da oggi una nuova funzione chiamata “Offerta Emergenza Covid19” per contribuire a fare fronte all’emergenza. Un sostegno concreto ai cittadini e agli esercenti L’obiettivo che Up Day si propone è quello di offrire un nuovo e concreto servizio agli esercenti e ai cittadini, a cui viene chiesto sempre più di non allontanarsi da casa e per questo motivo ha approntato un’importante modifica alla sua App anti-spreco. Caratteristiche della app L’App, oggi scaricata da circa 100.000 utenti, nella sua versione tradizionale consente ai negozi con prodotti alimentari in prossimità della scadenza di informare i cittadini che si trovano nelle vicinanze dell’opportunità di acquisto di prodotti a prezzi scontati, spesso del 50% o 60%. Spesa pronta e imbustata a domicilio La nuova funzione, sviluppata in collaborazione con le digital agencies Archibuzz e Synesthesia, consente ai negozianti di informare, tramite notifica push ‘live’, i cittadini di zona circa l’attività specifica del negozio, i suoi orari, i nuovi arrivi di prodotti ma soprattutto sui servizi aggiuntivi offerti, come la possibilità di avere la spesa pronta e imbustata o consegnata a domicilio. L'unica app con notifiche 'live' dai negozianti In questo periodo di emergenza sanitaria, l’App LastMinuteSottoCasa ha il primato di essere l’unica in Italia che, in modalità diretta push, offre la possibilità ai negozianti di informare i cittadini sui diversi servizi quotidianamente messi a disposizione. Scaricabile su iOS e Android Uno strumento unico, scaricabile dagli store iOS e Android o da aggiornare per chi è già utente, per entrambe le parti che naturalmente potranno beneficiarne fino a fine emergenza in modo totalmente gratuito. Con la app di LMSC vincono tutti! Dice Marc Buisson presidente e amministratore delegato di Up Day: “In Up Day da sempre siamo attenti alle iniziative di carattere sociale. In questo particolare momento storico, abbiamo quindi pensato a come poter dare il nostro contributo, ragionando sulla crescente importanza dei negozi di vicinato per le famiglie, così da non allontanarsi troppo da casa e, allo stesso tempo, sull’aiuto concreto che possiamo dare agli esercenti per farsi conoscere il più possibile. Per metterlo in pratica, uno dei nostri pensieri è andato alla nostra app anti-spreco LastMinuteSottoCasa che da sempre rappresenta una soluzione WinWinWin per tutti gli attori coinvolti.”  
Marzo 25, 2020
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Up Day e Fondazione Policlinico Sant’Orsola #piùfortiINSIEME

Oggi parliamo di una bellissima collaborazione solidale nata tra Up Day e il policlinico Sant'Orsola di Bologna, che ha permesso di supportare il personale sanitario in questo periodo di emergenza. Quando a febbraio sono state chiuse le scuole, il personale sanitario ha cominciato ad avere problemi nella copertura dei turni perché non tutti avevano la possibilità di lasciare i figli con qualcuno che li accudisse. Allora la Fondazione del Policlinico Sant’Orsola ha stabilito di contribuire alla soluzione del problema mettendo a disposizione delle baby-sitter, grazie anche alla disponibilità economica derivata dal successo della campagna di raccolta fondi denominata #piùfortiINSIEME. Ma come organizzare questo servizio? Dove reperire le baby-sitter? Marc Buisson, che fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione, ed è presidente di Up DAY ha capito subito che Day avrebbe potuto essere d’aiuto ed ha attivato l’ufficio che si occupa di welfare aziendale. In pochi giorni è stato preparato un Piano di Welfare per supportare e dare sollievo al personale che era sempre più sotto pressione per far fronte all’emergenza sanitaria. L’attenzione si è presto estesa dalla soluzione per le baby-sitter a tutta una serie di servizi che DayWelfare poteva rendere disponibili per alleviare il carico familiare del personale sanitario ed armonizzare gli impegni in ospedale con la vita in famiglia. Oltre alle baby-sitter, sono state quindi rese disponibili badanti per la cura di familiari anziani, colf per il riordino e le pulizie della casa ed educatrici professionali per aiutare i ragazzi a studiare e ad affrontare con maggiore sicurezza questa particolare esperienza di domiciliazione “forzata”. Una piattaforma web per il personale sanitario È stata attivata una piattaforma web per il personale sanitario che ha aderito all’iniziativa (nel frattempo estesa agli altri ospedali della città) con la possibilità di comprare voucher corrispondenti a pacchetti di ore di baby-sitter, educatori, badanti e colf. In alternativa, a coloro che impiegavano già dei collaboratori di fiducia è stata data la possibilità, sempre mediante la piattaforma DayWelfare, di chiedere il rimborso della loro retribuzione. Per ulteriore agevolazione è stato fornito un tutorial per regolarizzare i collaboratori familiari mediante il Libretto Famiglia da aprire presso il sito web dell’INPS. Gli uffici INPS della città metropolitana di Bologna hanno reso disponibile un indirizzo mail dedicato per dare sollecita risposta ad eventuali richieste di chiarimento. Inoltre, sono state stipulate convenzioni specifiche con ACLI Bologna ed ASSOCAAF. Ogni aderente all’iniziativa iscritto in piattaforma ha a disposizione 1000 euro per i voucher e/o i rimborsi. Ad oggi hanno aderito più di 600 operatori sanitari. E' stato fatto anche molto altro Una delle principali problematiche emerse è stata quella degli alloggi. Alcuni tra i sanitari che abitano fuori Bologna perdono troppo tempo per tornare a casa, altri sono stati assunti per affrontare l’emergenza ed in questo momento non riescono a trovare alloggio in città; altri ancora, pur abitando in città, preferiscono non rientrare a casa tra un turno e l’altro. Allora si è reso necessario trovare soluzioni abitative. DAY ha dato il suo contributo attivando i propri partner specializzati nella ricezione alberghiera ma poi il problema si è risolto grazie all’intervento del Comune e di Federalberghi per cui ad oggi, grazie a Fondazione, è stato possibile alloggiare più di 125 persone. Servizio di “time saving” Infine, grazie alla collaborazione con Genius4U, DAY ha messo in campo un servizio di “time saving” (altrimenti conosciuto anche come "maggiordomo aziendale") presso un nostro presidio fisso che si trova nell’aula A del Padiglione 2 del Policlinico Sant’Orsola. Grazie a questo servizio il personale sanitario potrà: Ricevere la spesa direttamente presso il Policlinico (questo è un servizio particolarmente importante perché in questo momento le piattaforme della grande distribuzione organizzata hanno tempi lunghissimi per la consegna a domicilio); Avere a disposizione un pasto completo preparato da CAMST da portare a casa a fine turno; Farsi consegnare i pacchi presso il nostro presidio; Usufruire di un servizio di ritiro e consegna di lavanderia e stireria; Chiedere l’intervento a domicilio di artigiani per piccole riparazioni e manutenzioni domestiche (idraulico, elettricista, ecc.); Demandare al maggiordomo aziendale il disbrigo delle proprie pratiche in posta, in banca, ecc.; Chiedere l’aiuto del maggiordomo aziendale per portare l’auto a sostituire gli penumatici o in officina per tagliandi e riparazioni o all’autolavaggio. Tutto questo a titolo totalmente gratuito: né Day, né i partner coinvolti guadagneranno alcunché da questa iniziativa e ciò nonostante, tutti hanno dato il massimo per offrire il meglio in pochissimo tempo. Un lavoro straordinario è stato fatto da tutte le funzioni aziendali che in Day si sono attivate con convinzione e determinazione, dimostrando ancora una volta tanta solidarietà e sensibilità per i valori ed i principi che sono alla base del benessere delle persone che lavorano e dei loro familiari che li aspettano a casa.
Il personale di Up Day in prima linea in smart working
Marzo 18, 2020
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Up Day è sempre ogni giorno con te in smart working

Anche in questo delicato momento di emergenza sanitaria Up Day continua ad essere presente, in ottemperanza alle norme del Dpcm, attuando lo smart working per tutte le sue risorse. #sempreognigiornoconte il nuovo hashtag riaggiornato per l'occasione. In un momento così complicato, decidere di rispettare le regole per tutelare la salute di tutti è stato un atto doveroso ma non scontato. In queste giornate in cui l’emergenza coronavirus ci costringe a restare tra le mura domestiche, il lavoro da casa connessi alla propria azienda è una grande opportunità per non permettere l’arresto dell’economia e soprattutto è un toccasana per tenere la mente impegnata e proseguire nella quotidianità con un grado di apparente normalità. Up Day ha da tempo introdotto lo smart working Già da più di anno Up Day ha introdotto lo smart working, consentendo ai propri dipendenti che ne avessero i requisiti, di lavorare da casa dimostrando così di essere un’azienda all’avanguardia che si prende cura delle sue risorse. Negli ultimi tempi il tema dello “smart working” è stato ampiamente trattato e uno dei pochi aspetti positivi di questo periodo è sicuramente quello di poterne dimostrarne la sua efficacia. Ma facciamo un piccolo passo indietro.. cosa si intende precisamente per Smart Working? Cosa si intende per smart working? Il termine “Smart Working“ può essere tradotto dall’inglese con molteplici definizioni: lavoro flessibile, snello, agile. Si tratta di un approccio che prevede la possibilità di lavorare da remoto senza per forza doversi recare presso un luogo di lavoro e di gestire in autonomia gli strumenti di lavoro e soprattutto gli orari. Tutto questo si traduce con la diminuzione di ore perse nel traffico al mattino e alla sera, meno stress e di conseguenza un aumento della produttività ( questo periodo è un’occasione per testarla ) . E’ proprio per tutti questi fattori che lo smart working in questi ultimi anni è entrato a far parte delle diverse soluzioni proposte nei piani di welfare aziendale: concedere ai propri collaboratori la possibilità di gestire con maggiore autonomia tempi e spazi di lavoro. Quali i benefici Promuovendo lo smart working in azienda si possono avere due conseguenze positive: da un lato, si fornisce un "benefit" in un piano integrato di welfare aziendale aumentando la qualità reale e percepita del lavoro e, dall'altro, si aumenta la produttività e di conseguenza la redditività dell’azienda in un’ottima di conciliazione vita-lavoro. In un’intervista sul settimanale F , Arianna Visentini esperta di welfare aziendale e autrice del libro “Smart Working mai più senza” , spiega bene cosa si intende per smart working. Dice l’autrice: «E' una soluzione organizzativa che consente di scegliere il luogo e l'orario in cui lavorare, con l'obiettivo di essere più efficienti. Il lavoro in smart concilia meglio i tempi della vita delle persone e contemporaneamente ne migliora la produttività. A fronte di un leggero aumento dei consumi domestici come luce e gas, lo smart working fa risparmiare su tante voci. Dalle spese di viaggio, ai costi dell'accudimento dei figli e degli anziani. Evita di acquistare pasti pronti, abbatte costi di abbigliamento e lavanderia dal momento che non bisogna vestirsi di tutto punto ogni mattina. Poi ci sono i risparmi di tempo. Abbiamo calcolato che con il lavoro agile guadagniamo circa 90 minuti al giorno, che è la media italiana del tempo impiegato tra raggiungere l'ufficio e tornare a casa. Chi usa lo smart working dedica metà di questo "tempo recuperato" alla famiglia o a se stesso e un quarto lo reinveste nel lavoro, Inoltre, diminuiscono le assenze per permessi o malattie. Siamo più concentrati e produttivi, ci focalizziamo meglio sui compiti da svolgere e impariamo a operare per obiettivi. In ufficio l'impegno si calcola spesso in base al timbro del cartellino». Possibili controindicazioni Allo stesso tempo un suggerimento ci arriva anche da Marco Vitello, professore di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni alla Sapienza di Roma che spiega invece come lo smart working vada bene se dosato e strategico: «Il lavoro in smart working se è dosato, per esempio un giorno o due a settimana, e strategico può essere utile. Tuttavia, estenderlo come prassi abituale non giova alle persone e alla qualità della prestazione: il team e la squadra stimolano le risposte migliori e ci permettono di vedere un problema da altri punti di vista». Quale miglior occasione quindi questa per dimostrarne i suoi benefici? E soprattutto oltre che testarne l’efficacia in termini di produttività avremo una sorta di risposta in termini di prassi abituale, anche se in condizioni fuori dall’ordinario. Sarà sicuramente necessaria molta pianificazione, in quanto non tutti erano preparati a questo cambio strutturale così repentino. Staremo a vedere. Nel frattempo ci auguriamo che questa emergenza rientri al più presto e di poterci vedere e lavorare anche a stretto contatto quanto prima.  
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